Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

24 agosto, 2017

Le Scusse - Di Biagio Marin



Pubblico questo video per dare senso visivo alla settimana dedicata a Biagio Marin, ai suoi affetti e alle sue passioni.

Il video mostra Tullio Svettini e Isabella Polo di Grado Teatro impegnati nella lettura appassionata di poesie descrittive delle conchiglie, autentica passione del Poeta che vede in loro il piacere della loro prodigiosa struttura alla quale si aggiunge la molteplicità delle  forme tattili, funzionali e di colori.
Share/Bookmark

22 agosto, 2017

Elogio delle Conchiglie-Serata ricordo per Mauro Marocco



Serata speciale ieri sera.

Una location straordinaria nel giardino di casa Marocco, con la sapiente guida della padrona di Casa Alba Marocco  un pubblico delle grandi occasioni   Grado Teatro ha proposto:


L' Elogio alle conchiglie

letture di scritti e poesie di Biagio Marin, al Santolo in ricordo di  Mauro Marocco.

Tullio Svettini e Isabella Polo  accompagnati all' arpa da Ester Tomba, mi hanno tenuto con il fiato sospeso ripercorrendo con la lettura la passione per le conchiglie del Poeta e nel contempo ricordando le sue frequentazioni quotidiane nella casa del "fiosso".

La serata per ricordare Mauro Marocco è stata di grande successo, veramente toccante e di grande partecipazione emotiva.

Aggiungo con il permesso di Alba la dedica che il Poeta (al Santolo)  ha dedicato al Fiosso Mauro descrivendo nel contempo la casa, il giardino e la famiglia Marocco:


A Mauro !
La casa tova la me par na tera
 co’fiuri e piante che s’ ingema 
e pùo i se verze una stagion intiera 
e le so fogie felissi le trema.

To mare xe la gran noghera 
che sconde i nidi e i usiliti ;
 ne l’ombra sova intima e severa 
i mezudi d’istae riposa siti.

Lucia xe un fior de passionela 
cò proprio in cuor, la crose 
che l’ ore dolorose 
nel rie converte de lontana stela.

Alba a matina ilumina le stanse,
 la boca in fior de margherite
 e le novele vite
se spande in canti de speranse.

Che bel zardìn, Maureto el tovo,
 in elo, quanta festa ! 
no possa mai tempesta 
fa tàse el canto novo.


Grado 20 aprile 1969


Share/Bookmark

20 agosto, 2017

Account Facebook-Il nostro doppio


Non mi capita spesso ma a volte qualcuno mi pone la domanda, inopportuna e impertinente:

Chi te lo fa fare tutto sto tempo speso sul web e sui media per nulla in cambio?

A questa domanda  per risposta faccio una riflessione, che vale per me ovviamente, per gli altri, i tanti che popolano l' oceano del web, ognuno avrà la sua di motivazione.

Il mio doppio -L' Account Facebook - mi da la possibilità di fare una doppia vita.

Una, quella reale dove tutto costa una fatica tremenda, i problemi paiono, e a volte lo sono, insolubili, dove tizi che ti stanno sulle palle ti corrono dietro in televisione nonostante il tuo zapping disperato tra i canali, al punto che ti vien da scuotere il televisore per farli uscire dallo schermo;
 dove il buon senso è merce rara e per ottenere un permesso da un ente pubblico ti devi sottoporre ad estenuanti corse tra uffici, tra le forche caudine dei divieti incrociati che sono le travi portanti della nostra burocrazia.

L' altra è una vita in rosa dove le donne son tutte belle.
Le donne hanno tutte grandi tette, camminano tutte elegantemente su tacchi altissimi, e nessuno le invidia ma anzi! 
Le donne, su Facebook si complimentano con le donne per l’altrui bellezza, l’altrui intelligenza. Un paradiso.

Gli uomini, poi, sono splendidi, hanno un occhio azzurro o marrone circondato da ciglia lunghe come quelle di Bee Bip. 
Hanno un braccio muscoloso che fa paura e nello stesso tempo attrae. 
Gli uomini su Facebook, a volte mostrano il gonfio dentro le mutande e non si vergognano, perché su Facebook tutti possono essere liberi di essere belli, e pure di più.

Ma c'è di più su Facebook la spazzatura non ci si limita a riciclarla e a riporla nell’apposito cestino.
 Su Facebook la spazzatura si riutilizza, si fanno fiori con le lattine, posacenere da passeggio con i rotolini di cartone della carta igienica, si mangia sano e non OGM, si amano gli animali e i bambini, si adorano i vecchi e i malati, non ci sono barriere architettoniche e a nessuno, su Facebook, verrebbe mai in testa di parcheggiare sopra il marciapiede. 
(tranne a qualcuno di mia conoscenza ma essendo in un mondo virtuale taccio)

Su Facebook, la civiltà è una questione di principio, e se appena  appena ti scordi di esserci, e ti esprimi normalmente, come si fa in questo postaccio che chiamiamo mondo, la società civile feisbucchiana, ti sbrana, ti mette al muro, ti minaccia, ti denigra, va giù pesante di delazione, posta le tue foto col dito nel naso, o peggio, quella vecchia di quando avevi i brufoli grandi come ciliegie, e rende giustizia alla civiltà.

Ecco tutto 'stò entrare ed uscire dai due mondi rende la vita più agevole da vivere perchè appena quella reale tenta di soverchiarti, zacchete! ti infili in quella virtuale.

Per Di  !

Share/Bookmark

18 agosto, 2017

Tu faravi megio a ‘ndà pian.




Queste sono giornate convulse.

Da un lato gente in ferie che vuole sfruttare ogni singolo secondo che sta qui da noi ospite e nel farlo si agita.
Dall' altro lato gli operatori si agitano perchè devono utilizzare il tempo che rimane della vacanza degli altri per monetizzarlo quanto più possibile.
Da tutto questo ne deriva una frenesia collettiva, è il rito della vacanza.

IO osservo (da pensionato) questi riti umani convulsi e  questo è il mio consiglio.


Tote al tò tempo 

T’ha mai vardao i fantulini in girotondo?
O sintio al rumor de la piova
O vardao al volo de una farfala?
Tu faravi megio a ‘ndà pian.
No movete cussì stieto
Tote al tò tempo .

T’ha mai dito a to figio
“lo faremo doman”
senza vardà, per premura,
al sovo dispiasser?
Tu ha mai perso un amigo
perchè no tu vivi al tempo
de dili ciao al telefono?

Tu faravi megio a ralentà
Tote al tò tempo .
Quando tu curi stieto
per ‘ndà de garghe parte
tu te perdi al gusto del viaso.
La vita no ze una corsa
ciapela pian
‘scolta la sova musica.

Share/Bookmark

16 agosto, 2017

Ritorno in Paese



Il video (del 1962) racconta la storia di una famiglia di pescatori di laguna che rientra in Paese  spinta dall' esigenza della sopravvivenza.
La Laguna è diventata avara ed il turismo appena sviluppatosi in Paese promette un futuro più roseo e meno faticoso per tutti.

BIsogna imparare nuovi mestieri certo ma la vita sarà più leggera, e allora la mesta processione di batele verso il Paese che da ora in poi diventerà casa.



Share/Bookmark

14 agosto, 2017

Grado, i suoi odori



 Inspira ed espira.

No! non è profumo, è un’ odore antico, ancestrale, il sentire umido che percepisci ogni sei ore dal fango vischioso lasciato dalla marea in quell'instancabile amplesso tra terra e acqua.

E' Natura stordente primitiva.
Odore che la Laguna lascia dietro di se con quella disinteressata generosità che appartiene soltanto alla Natura.

Profumo denso da innamorata che è dolce e aspro nello stesso tempo.

Poi ti allontani un poco.

Altri odori di casa; sono quelli spessi di porto.

Odore di corda bagnata, di pesce, di nafta e mare aperto.

Odori sonori che sanno di grida di gabbiani, di rumore leggero, come uno sfrigolio, che fa il sole quando si immerge nell’ acqua al tramonto.

Grado, odori di casa.

Share/Bookmark

12 agosto, 2017

GRAVO CANTA



Ieri sera serata di canto popolare sulla diga.

Il coro del Maestro Francesco Gregori  "Gravo Canta"  ci ha deliziato con un potpourri di vecchie canzoni "Graisane".

Pubblico delle grandi occasioni e tanta voglia di partecipare.

Le nostre canzoni, si sa, hanno tutte  una vena di malinconia ma ti prendono alla gola con dita di emozione e ti costringono a partecipare a quello che non è più canto ma rito tribale.


E’ una sottile, astuta ricattatrice, la malinconia, capace di tenere in scacco individui, intere civiltà, se ci si mette.
Le vite nelle canzoni  sono descritte come pagine di un quaderno. 
Fanno tutte parte dello stesso oggetto, ma imprescindibilmente separate. 
E la storia continua nella pagina successiva come nulla fosse successo.

BElla serata e bravi tutti.

Share/Bookmark

10 agosto, 2017

Riconoscimento al Blog



Orgoglioso e contento.   E si!  

La Sogit  e L' Admo due Associazioni benemerite che operano nel campo del soccorso e della donazione di organi, per l' ottava edizione del Premio "Giglio Boemo" hanno deciso di donarmi una targa per, cito testuali parole :

"L' impegno profuso negli anni a difesa della tradizioni culturali gradesi"

La consegna del riconoscimento  ha fatto da incipit  alla rappresentazione teatrale 
"L' Ultimo Lion" prodotta da Grado Teatro  In Calle Tognon (Casata)  
con la presenza di Alessandro Marchesan Presidente Sogit,  Sonia Zuberti  Presidente di Grado Teatro, il figlio di Giglio Boemo (al Zalo) - Ermanno.

Non mi va di lodarmi e se posso tendo a confondermi con lo sfondo, ma devo dire che questo riconoscimento per la mia attività di blogger mi ha fatto molto piacere perchè le strade del web sono veramente infinite, io invece ho tentato negli anni di tenere la barra del timone virtuale dritta sulla rotta della nostra storia graisana cercando di evidenziarne i piccoli fatti, quelli che lasciano poche tracce, ma sono l' essenza della gente, il quotidiano.

Scavando negli anni ho trovato e descritto persone che non ci sono più (e mancano pesantemente) ma volevano bene a questo nostro isolotto strabattuto dai venti della speculazione e dell' arricchimento a tutti i costi, con "lengue emboliche" sempre pronte all' azione alle spalle di chiunque,  ma che in fondo è un posto straordinario ed unico, come la sua gente.

Ecco! Io sono soprattutto orgoglioso del mio passato, presente e futuro (dita incrociate) da GRAISAN.

GRazie a tutti !

























Le foto sono di Paolo Busdon

Share/Bookmark

07 agosto, 2017

Riflessioni a Cason



Un pescatore di Laguna solitario, faceva queste riflessioni "consando" le reti davanti al suo casone sospeso tra cielo e mare sul finì della Laguna de Soto ai margini de Sototerena

Ara qua, noltri de 'ste lagune,
 inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi,
 paese comò medicamento 
e se tiremo su, 'ndemo 'vanti!

Po'te riva l' istae co' la brusera, i foresti, 
al sol che te bate su i sintiminti, i mossati, le alegh
Quii de tera i ze calcolai omini de la sapienzia.
si, si! 
noltri magnevemo gransi in fogo, 
incuo magnemo polastrsolo se i xe rusti però!
Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.
Incuo, letto alla francese con materasso Spermaflex 
e villetta in zona residenziale 
e scussì va 'l mond.perchè qua 
nell' "Isoladelsole" no' vinse "l'omosapiens" no!

Qua vinse l'isola, e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga al mondo.!

---------------
I Pescatori da Paluo sembrano selvatici, perchè isolati e senza contatti cosiddetti civili, ma hanno una gentilezza e una bontà innata e riescono, a loro modo, farvi vedere fenomeni naturali come fossero miracoli e vi lasciano basiti per la loro profondità.

Li descrive così Giuseppe Caprin sul finire del 1800 nel suo "Lagune di Grado":

...vi parlano del maggio del mar.. quando le vaste praterie di alghe segate dall'acqua primaverile vengono gettate sulle sponde;
...vi parlano del sangue del mar... quando milioni di microrganismi animali si aggregano colorando il mare di rosso e fanno pensare a lotte senza scampo, feroci.
..al paluo de la silisa.. (la rondine)la parte di laguna vasta che va da Anfora a Sototerena, senza mote solo acqua a volo d'uccello, poesia pura, osservazione dei fenomeni che li circondano amorevole e struggente.
..la piova de i razzi... quando le stelle cadenti piovono giù dal cielo nelle notti estive, i bimbi credono che si siano spente , abbiano perso la loro propulsione e si trasformino in fiori che cadono sui banchi esterni.

Questi sono i Pescauri del Paluo, persone che parlano poco, rifuggono la confusione, l'intromissione di estranei, con gli occhi sognanti nel loro mondo esterno diventato ormai quello interiore. 



Share/Bookmark

04 agosto, 2017

Vita in Laguna



Questo breve video fa parte di un filmato di Giuseppe Taffarel del 1962 girato in Laguna.

La pesca in Laguna era un atto quasi mistico, esigeva la collaborazione familiare, la partecipazione collettiva di tutto il nucleo, il che ne faceva quasi un rito.

Le regole le stabilisce la natura, tutto si poggia sul ritmo delle maree.

Ma la Laguna senza l' apporto e la presenza dell' uomo è destinata a ritornare all' aspetto primordiale, selvaggio.
Share/Bookmark